[Cartella superiore]

 

 

 

 

 

Sa funtana de is aggancius

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                POZZO DELLA TORTURA

In dialetto chiamato"Funtana de is gancius" era il peggiore mezzo

di tortura che la mente, umana abbia potuto escogitare.

Si crede che lo abbiano introdotto in Sardegna i mori

e gli abitanti della parte meridionale dell'Isola lo applicarono

per punire gli autori di gravi delitti : eresia, tradimento, violenza

carnale, assassinio, oltraggio alle autoritą costituite, ecc. In seguito

fu sostituito dalla morte per impiccagione. Anche a Quartu

veniva applicato questo genere di supplizio, e il "pozzo della tortura"

era sito nell'attuale Piazza 4 Novembre, nel punto

dove oggi si erge la colonnetta, sormontata da una croce. Detto

pozzo era profondo sette metri, era irto di chiodi e coltelli appuntiti

a forma di ganci. Il condannato - ironia umana !

dopo aver ricevuto e mangiato (si immagini con che appetito!)

gli squisiti dolci e bevuto il dolce vino

che il frate incaricato di assisterlo nei suoi ultimi istanti,

gli offriva sopra un artistico vassoio d'argento, con gli

occhi bendati e con le mani e i piedi legati, veniva fatto precipitare

nell'orribile pozzo. Spesso la morte non veniva subito e,

affinchč le orecchie dei cittadini non venissero colpite dagli

strazianti lamenti, si copriva la bocca del pozzo con una pesante

pietra. Il cadavere, qualche giorno dopo, veniva tolto e sistemato

in una galleria riservata a ricevere i corpi dei condannati,

costruita nell'attuale Via S. Antonio, a destra, circa cinquanta

metri dalla Piazza. Nel 1912, nel fare le fondamenta di una casa,

la galleria fu scoperta e le ossa (si dice fossero diversi metri cubi),

pietosamente raccolte, le trasportarono nel cimitero.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

note bibbliografiche guida storica turistica cittą di Quartu Sant'Elena  G. Zambrini